La professione di insegnante di lingua e cultura italiana agli stranieri ed un corso per diventarlo.
Avete mai pensato di diventare un insegnante di italiano per stranieri?
In molti nel nostro paese scelgono di diffondere la nostra lingua e la nostra cultura, magari neo-laureati, provenienti da percorsi umanistici. Ma come si diventa un insegnante di italiano?
Esistono dei corsi di formazione, che consentono di acquisire una professionalità spendibile in tempi ragionevolmente brevi nel mercato del lavoro.
E' il caso ad esempio del corso di formazione per insegnanti offerto dalla Scuola Leonardo da Vinci.
La formula scelta dalla Scuola di italiano per stranieri Leonardo da Vinci, che vanta un’esperienza ormai trentennale e che opera da più di un decennio nel settore della formazione, prevede:
- un corso di formazione intensivo di due settimane, strutturato in quattro moduli (didattica; esercitazioni pratiche; fonetica e laboratorio corporeo, preparazione all'esame DITALS),
- un tirocinio gratuito di 150-300 ore, ed eventualmente il conseguimento della certificazione DITALS (l'attestato rilasciato dall'Università per Stranieri di Siena che rappresenta oggi uno strumento fondamentale per tutti coloro che vogliano intraprendere questo percorso professionale).
Tale formula integrata permette di mettere in pratica le basi teoriche, acquisite durante il corso, con l'esperienza pratica. E’ così possibile in un periodo di 3/6 mesi acquisire quella professionalità che costituisce l’obiettivo del percorso intrapreso.
“La dimostrazione più lampante di quanto crediamo nel nostro percorso di formazione” dice Leonardo Moretto, direttore didattico della Scuola Leonardo da Vinci di Roma, “viene da un dato statistico: negli ultimi tre-quattro anni, da quando cioè abbiamo avviato la formula corso di formazione+tirocinio+DITALS, resa possibile anche dalla stipula di una convenzione con l’Università per Stranieri di Siena, due terzi dei nuovi docenti inseriti nell’organico proviene proprio da tale percorso.”
“E’ proprio grazie al corso di formazione e al tirocinio, che mi ha dato la possibilità di entrare direttamente a contatto con gli studenti e con i metodi didattici dei vari docenti”, dice Valentina Gentile, ex studente del corso di formazione per insegnanti di italiano per stranieri ed oggi docente alla Scuola Leonardo da Vinci di Roma, “che ho potuto apprezzare quanto sia interessante e appagante lavorare in un contesto lavorativo dinamico e multiculturale qual è una scuola di italiano per stranieri”.
I corsi di formazioni si svolgono presso le scuole Leonardo di Firenze e Roma, in 3 periodi l'anno:
Roma: dal 19 al 30 maggio / dal 14 al 25 luglio / dal 6 al 17 ottobre 2008
Firenze: dal 31 marzo all' 11 aprile / dal 30 giugno all' 11 luglio / dal 20 al 31 ottobre 2008
Per chi volesse ulteriori informazioni può visitare il sito della Scuola Leonardo da Vinci: http://www.scuolaleonardo.com/Italian-language-special-courses/Italian-language-corso-insegnanti.html
martedì 29 gennaio 2008
giovedì 6 settembre 2007
Viaggiare: Cosa sei disposto a fare per risparmiare?
Pochi soldi e tanta voglia di viaggiare. Ma come si fa a viaggiare senza dar fondo ai propri risparmi? Ecco qualche idea:
Couch surfing, letteralmente "surf tra i divani". Una serie di persone che fanno parte di un’associazione in rete mettono a disposizione di eventuali ospiti tutti i divani che hanno in casa. In cambio chiedono un piccolo aiuto nei lavori di casa e la possibilità di poter dormire a loro volta sul divano del loro ospite in futuro (quando decideranno di fare a loro volta un viaggio). In questo modo i soldi destinati all’albergo vengono risparmiati e possono essere investiti nel divertimento. www.couchsurfing.com
Scambiocasa: C'è anche la possibilità di mettere a disposizione tutta la propria casa, in cambio di un'altra, situata nel luogo scelto per la vacanza, tramite l'iscrizione a pagamento ad associazioni che si occupano di garantire la buona riuscita della trattativa. Si tratta di uno scambio temporaneo che mette in contatto persone interessate a visitare i reciproci paesi senza affidarsi ai tradizionali villaggi vacanze. www.scambiocasa.com
In campeggio libero: se si possiede una tenda e un certo spirito di avventura si può scegliere il campeggio libero: piantare una tenda e vivere a contatto con la natura. Attenzione però, non dappertutto è permesso e in alcuni Paesi è anche vietato. In Italia, in particolare, il campeggio libero è ufficialmente proibito dappertutto, tuttavia in luoghi particolarmente solitari, in mezzo ai boschi, in montagna, è ancora possibile montare una tenda la sera, dormire e smontarla al mattino, di fronte al controllo di un'eventuale guardia forestale si può balbettare che si è stati sorpresi dalla notte....
In convento: Per chi non bada troppo agli orari, soprattutto quelli di rientro la sera e per chi non si fa problemi a dormire in luoghi magari molto piccoli e semplici una soluzione economica è quella di dormire nei conventi. Il convento dei frati minori di S. Francesco sulle stupende colline fiesolane alle porte di Firenze offre 35 posti in camerate da 6-8 letti. Si possono seguire gli orari di vita e di preghiera della comunità o semplicemente alloggiare la notte. Una buona soluzione sia per lo spirito che per il portafoglio!!!
In ostello: l’associazione AIG conta su una rete mondiale di ostelli comunemente denominati della gioventù, ma di fatto aperti a tutti, anche famiglie e persone mature. Per dormire in un ostello è necessario associarsi e il costo non supera in genere le 20 Euro l’anno, il costo del pernottamento, spesso in camerette con altre persone varia da ostello a ostello ma ha prezzi molto contenuti (sulle 10 Euro a notte). Diventare Socio AIG permette di ottenere decine e decine di agevolazioni, dagli sconti sulla biglietteria ferroviaria all'assistenza medica, da ingressi ridotti a parchi e musei ad abbonamenti a prezzi bassi. Se poi si è di spirito avventuroso si possono provare anche gli ostelli non ufficiali, a volte si hanno gradite sorprese, a volte no. www.ostellionline.org
Pochi soldi e tanta voglia di viaggiare. Ma come si fa a viaggiare senza dar fondo ai propri risparmi? Ecco qualche idea:
Couch surfing, letteralmente "surf tra i divani". Una serie di persone che fanno parte di un’associazione in rete mettono a disposizione di eventuali ospiti tutti i divani che hanno in casa. In cambio chiedono un piccolo aiuto nei lavori di casa e la possibilità di poter dormire a loro volta sul divano del loro ospite in futuro (quando decideranno di fare a loro volta un viaggio). In questo modo i soldi destinati all’albergo vengono risparmiati e possono essere investiti nel divertimento. www.couchsurfing.com
Scambiocasa: C'è anche la possibilità di mettere a disposizione tutta la propria casa, in cambio di un'altra, situata nel luogo scelto per la vacanza, tramite l'iscrizione a pagamento ad associazioni che si occupano di garantire la buona riuscita della trattativa. Si tratta di uno scambio temporaneo che mette in contatto persone interessate a visitare i reciproci paesi senza affidarsi ai tradizionali villaggi vacanze. www.scambiocasa.com
In campeggio libero: se si possiede una tenda e un certo spirito di avventura si può scegliere il campeggio libero: piantare una tenda e vivere a contatto con la natura. Attenzione però, non dappertutto è permesso e in alcuni Paesi è anche vietato. In Italia, in particolare, il campeggio libero è ufficialmente proibito dappertutto, tuttavia in luoghi particolarmente solitari, in mezzo ai boschi, in montagna, è ancora possibile montare una tenda la sera, dormire e smontarla al mattino, di fronte al controllo di un'eventuale guardia forestale si può balbettare che si è stati sorpresi dalla notte....
In convento: Per chi non bada troppo agli orari, soprattutto quelli di rientro la sera e per chi non si fa problemi a dormire in luoghi magari molto piccoli e semplici una soluzione economica è quella di dormire nei conventi. Il convento dei frati minori di S. Francesco sulle stupende colline fiesolane alle porte di Firenze offre 35 posti in camerate da 6-8 letti. Si possono seguire gli orari di vita e di preghiera della comunità o semplicemente alloggiare la notte. Una buona soluzione sia per lo spirito che per il portafoglio!!!
In ostello: l’associazione AIG conta su una rete mondiale di ostelli comunemente denominati della gioventù, ma di fatto aperti a tutti, anche famiglie e persone mature. Per dormire in un ostello è necessario associarsi e il costo non supera in genere le 20 Euro l’anno, il costo del pernottamento, spesso in camerette con altre persone varia da ostello a ostello ma ha prezzi molto contenuti (sulle 10 Euro a notte). Diventare Socio AIG permette di ottenere decine e decine di agevolazioni, dagli sconti sulla biglietteria ferroviaria all'assistenza medica, da ingressi ridotti a parchi e musei ad abbonamenti a prezzi bassi. Se poi si è di spirito avventuroso si possono provare anche gli ostelli non ufficiali, a volte si hanno gradite sorprese, a volte no. www.ostellionline.org
lunedì 20 agosto 2007
Marinare la scuola
Una delle attività più amate e praticate dagli studenti di tutto il mondo è, senza dubbio, marinare la scuola: saltare un giorno di scuola, senza che i genitori ne siano informati.
A volte è un bisogno per evitare interrogazioni e test in classe per i quali non ci si sente preparatati, altre volte è solo per il piacere di passare una mattinata con gli amici in giro per la città, in luoghi sicuri, evitando i posti frequentati da genitori e parenti. Quello che piace di questa esperienza è proprio il brivido della trasgressione, il sapere che in quel momento si sta violando una regola, la suspance del rischiare di essere scoperti.
Da adulti, a distanza di anni, si ricordano con tenerezza e nostalgia queste “fughe” dalla scuola e molte persone conservano nella memoria queste esperienze come tappe profonde di un cammino che porta dall’essere adolescenti al mondo degli adulti.
La cosa curiosa è che ogni regione italiana (e talvolta ogni città) propone la sua personale variante all’italiano “marinare la scuola”.
Fra queste:
schissare, fare schissa (Valle d’Aosta e Piemonte)
bigiare (Lombardia, Trentino)
brusare (Veneto)
fare forca (Toscana)
fare sega (Lazio e centro Italia)
fare filone (Campania e Sud Italia)
cannare (Sicilia)
fare vela (Sardegna)
Sul sito http://www.smpe.it/folklore/marinare.asp è possibile trovare una lista davvero esaustiva di espressioni usate in Italia e all’estero dai giovani per indicare questa pratica (GIAPPONE saboru (anche fuggire dal lavoro), INGHILTERRA to play truant (anche fuggire dal lavoro), FRANCIA faire l'école buissonnière, GERMANIA blau machen, USA staying Home From School, to play hooky, BRASILE enforcar aula).
Buona lettura!
A volte è un bisogno per evitare interrogazioni e test in classe per i quali non ci si sente preparatati, altre volte è solo per il piacere di passare una mattinata con gli amici in giro per la città, in luoghi sicuri, evitando i posti frequentati da genitori e parenti. Quello che piace di questa esperienza è proprio il brivido della trasgressione, il sapere che in quel momento si sta violando una regola, la suspance del rischiare di essere scoperti.
Da adulti, a distanza di anni, si ricordano con tenerezza e nostalgia queste “fughe” dalla scuola e molte persone conservano nella memoria queste esperienze come tappe profonde di un cammino che porta dall’essere adolescenti al mondo degli adulti.
La cosa curiosa è che ogni regione italiana (e talvolta ogni città) propone la sua personale variante all’italiano “marinare la scuola”.
Fra queste:
schissare, fare schissa (Valle d’Aosta e Piemonte)
bigiare (Lombardia, Trentino)
brusare (Veneto)
fare forca (Toscana)
fare sega (Lazio e centro Italia)
fare filone (Campania e Sud Italia)
cannare (Sicilia)
fare vela (Sardegna)
Sul sito http://www.smpe.it/folklore/marinare.asp è possibile trovare una lista davvero esaustiva di espressioni usate in Italia e all’estero dai giovani per indicare questa pratica (GIAPPONE saboru (anche fuggire dal lavoro), INGHILTERRA to play truant (anche fuggire dal lavoro), FRANCIA faire l'école buissonnière, GERMANIA blau machen, USA staying Home From School, to play hooky, BRASILE enforcar aula).
Buona lettura!
venerdì 20 luglio 2007
Proverbi, modi di dire, aforismi... l'italiano nella bocca del popolo!
Come inizio di questa avventura sulla lingua italiana, abbiamo pensato di lanciare alcune minisezioni del blog dedicate al modo di parlare della gente, di oggi e di ieri. Ci siamo chiesti e richiesti su come farlo senza rendere noiose queste pagine, ed ecco quello che abbiamo pensato.... ogni tanto, passando su questo blog, troverete un proverbio, un detto, un espressione dialettale o un aforisma.
Speriamo con questo di potervi dilettare o farvi sorridere per 5 minuti al giorno :)
Intanto ecco alcune piccole definizioni linguistiche: che cos'è un proverbio?, che co'è un aforisma?
A domani per la prima segnalazione!
Speriamo con questo di potervi dilettare o farvi sorridere per 5 minuti al giorno :)
Intanto ecco alcune piccole definizioni linguistiche: che cos'è un proverbio?, che co'è un aforisma?
A domani per la prima segnalazione!
Che cos'e' un Aforisma?
Dal Greco aphorisma's nasce la parola aforisma/aforismo cioe' una breve frase che riunisce un principio e un sapere di genere morale o filosofico.
Che cos'è un proverbio?
Dal Latino proverbium deriva la parola proverbio. Un proverbio non è altro che una massima contenente dettami, norme o consigli in forma sintetica tratti da esperienze. La saggezza popolare è la fonte dei proverbi. Mediamente un proverbio riporta quello che si ritiene vero. Possono contenere similitudini o metafore e possiamo trovarli in più lingue diverse. Lo studio dei proverbi si chiama: Paremiologia.
lunedì 2 luglio 2007
Ciao!

Vogliamo cominciare questo blog con una delle parole italiane più conosciuta al mondo, perché adottata anche in molte altre lingue, nonché nome del simbolo dei mondiali di Italia '90: "ciao".
L'espressione deriva dal veneziano "Sciao tuo", che significa "schiavo tuo", utilizzata come termine di riverenza, quello che in italiano poteva essere “servo vostro”.
Con il '900 e la forte immigrazione italiana in molti paesi del mondo, la parola si è diffusa in lungo e in largo, fino ad entrare come saluto informale anche nel lessico di numerose altre lingue.
In inglese viene usata soprattutto come "goodbye", ma in molte altre lingue, e soprattutto in italiano, viene utilizzata sia come saluto finale che iniziale.
Fra le lingue che l'hanno integrata troviamo:
spagnolo (chao), tedesco (ciao o tschaus), inglese, francese (ciao o tchao), portoghese (tchau), russo, croato, ceco, rumeno, turco, svedese, vietnamita e molti altri ancora....
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